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Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione.
Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a... (continua)
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Sul davanzale
riverso
incollato da capelli di pianto
un viso d’angelo
da uno specchio avverso sfigurato
singhiozza
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Gentil sesso
frustate di lacrime
gronda
*
Smagliante creatura
prigioniera di se stessa
avvinghiata nel volere... leggi...
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Immobile su quel tetto spiovente
nello spazio squilibrante
di imminente oblio
sono a rimuginare
il passato inconsapevole
delle mie azioni
e ora nell'estremo atto di dolore
a scongiurare il perpetrante delitto
sento il bisogno di tanto... leggi...
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Fra luccicanti fasci solari
ombre e penombre
di pioppi sfrondati dal vento
e sibilanti erbe d'antica rugiada
io con resti onirici
di un presente spento
nostalgici approdi
a ricercare vado
su ammalianti solchi.
Perpetuo è il frugare... leggi...
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Insonnia mi assale,
sonnambule girovaghe
in desolata metropoli
sfoggiano su sentieri perduti.
Caldi soppalchi,
lacerate calze,
su straziate gambe
attirano indegni esseri.
Mefitiche fiamme
lampeggiano volti ignoti,
scavati da lacrime... leggi...
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Occhi di giada scivolano
sul tuo corpo sinuoso,
infranto da smeralde onde
d'un antico mar
d'oriente in tempesta.
E... leggi...
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Donna, fragile e docile
come una farfalla,
tenerezza e gelosia
diffondi tra i popoli.
Al centro dell'Universo
ci sei... leggi...
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Giovanni Chianese
Le sue 188 poesie
| Oh diletta foglia ch'eri
ma ora sbiadita e leggera
svincolata ti senti
e soffiata dal vento
barcolli nell'aria
gelida e turbolenta.
Nella risacca
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| ascolto l’eco della follia
nel silenzio ribelle
soffi pulsazioni
stridori tintinnii
fucilano
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| in tempi di clonati granuli
sfioro canne bruciate dal sapere
in balia d’ardente
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 | Nell'assaporar vento
di nuova luce
i miei occhi
gonfi dal notturno nefasto
illuminati sono
dal plasmatico gioco
di penetrante fulgore
E scivolando
in magica magnetosfera
nella braccia di onde ionosferiche
m'adagio
Ed il miracolo con
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| E' notte fonda
vago nel silenzio astrale
ascoltando rumore sacrale
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 | Non sapevo di amarti
perdonami.
L'anima mi si è spenta,
rivive solo nei ricordi.
Scusa, ma non ero io,
era la mia pazzia
la mia gelosia per te,
la tua troppa bellezza,
deturpata e invasa
da occhi indiscreti.
Amavo e odiavo
il tuo
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 | Passati son anni
eppure uniti nel corpo e nell’anima
il nostro amore
continua sul filo dell’oceano
Seppur del sentiero ignari
verso l’immaginaria linea
ancora imperterriti andiamo
nessun potrà dividere
magnetica
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 | Di un azzurro terso il cielo
poggia sui monti
oltre quella collina di smeraldi.
Freschissima e pura
diventa l'aria
gettando al suolo
le ultime impurità.
Nella vuota
e solitaria campagna
ricomincia la frenesia della vita
e il
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 | nel gelo di vita vissuta
sei apparsa tu all'improvviso
tepore dei miei giorni felici
*
tu sei l’amore
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acqua pura di sorgente
riflessi di luna calante
ricchezza di un pianeta
*
nel tuo sguardo all'infinito
io vedo la mia stella polare
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 | Mi sento triste e penso a te
mi sento gaio perché penso a te
se son triste
è perché il mondo mi scurisce
se tanto diverso fosse
gaio mi sentirei
Qui ci sono cose che non vorrei
né vedere né sentire
cose che
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| soffoco in dense schiume
travolto dall’inquinato letto
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intossicato rotolo
tra rapide d’un
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 | Stasera sto lì curioso
a pensarmi allo specchio.
Mi guardo mi fiuto
capelli sfoltiti, canuti
rughe dagli anni segnate
il viso che cambia
il corpo gemente.
E in tutto questo
ce l’ha un senso
nel transito della vita
l'esistenza
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 | negli invadenti archi
di nuova luce
la noia come la morte s’affaccia
*
solo ora m’accorgo
quella volta incontrandoti
che toccai felicità
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eppure non quotavo
l’importanza
dell’ineffabile presenza
*
sai ora che preziosa sei
invano
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 | passata l’afa della notte
ho visto smuovere
le tue affioranti palpebre
al fresco del mattino
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immaginavo già
quell’iride d’arcobaleno
prima ancor che tu l’aprissi
*
osservavo le tue movenze
mentre lenzuola impudiche
scoprivano il
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 | Smosso è il macigno
meraviglia nell’antro permane
*
nessun corpo s’è trovato
*
Ripudiato e martoriato
nella gloria del padre
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